Installare un WebServer completo Su Ubuntu (Apache,PHP,MySQL)
Oggi è il mio ultimo giorno prima delle tanto sospirate vacanze. Non vi dico dove andrò per non rischiare un attentato alla mia persona, so bene che mi amate tanto
Ho deciso di lasciarvi con questo articoletto, frutto di un bel po’ di installazioni tanto sudate, nella speranza che vi possa far risparmiare qualche ora.
In questo articolo affronteremo l’installazione di un WebServer in locale su Ubuntu 9.10. Il WebServer comprenderà le ultime versioni (ad oggi) di :
- Apache
- PHP 5
- MySQL
- PhpMyAdmin
- PEAR
Fortunatamente le ultime versioni di Ubuntu ci permettono di effettuare quasi tutta l’installazione senza toccare il Terminale (Applicazioni—>Accessori—>Terminale). Ci basterà andare su:
Sistema—>Amministrazione—>Gestore Pacchetti
e selezionare i seguenti pacchetti (con i pacchetti derivati che ci verranno proposti dal gestore) :
apache2-mpm-prefork (il Web Server Apache 2)
php5 (PHP 5)
php5-cli (Opzionale: ci consente di eseguire script php da riga di comando)
libapache2-mod-php5 (Il modulo PHP5 per Apache 2)
mysql-server (Il server MySQL)
php5-mysql (L’estensione MySQL per PHP)
phpmyadmin (Interfaccia grafica per MySQL)
Una volta selezionati ci basterà cliccare su Applica e il gestore provvederà a tutto. Durante l’installazione ci verrà chiesto il nome utente e la password da utilizzare per MySQL. La scelta è ovviamente personale, anche se l’utente con i privilegi massimi di amministrazione, solitamente è chiamato root.
Adesso che abbiamo installato tutto (si lo so, non abbiamo installato PEAR, ne parlerò dopo), dobbiamo iniziare una serie di controlli.
1) Apriamo il nostro browser e andiamo all’indirizzo http://localhost. Se riusciamo a vedere una pagina, che ci accoglierà con un confortante It works!, vuol dire che l’installazione di Apache 2 ha avuto successo.
2) Creiamo un file dal nome php.info, inseriamolo nella directory /var/www (occhio che può cambiare nelle diverse versioni del SO), inseriamo al suo interno il seguente codice
<?php phpinfo(); ?>
e andiamo all’indirizzo http://localhost/info.php. Se riusciamo a vedere il classico contenuto scatenato dalla funzione phpinfo vuol dire che PHP 5 funziona.
3) Adesso andiamo su http://localhost/phpmyadmin, se vediamo la classica interfaccia vuol dire che PHPMyAdmin funziona. Adesso proviamo ad accedere inserendo i dati di accesso che il gestore ci ha chiesto durante l’installazione. Cerchiamo un bottone bianco con la scritta SQL nel menu sinistro, quindi digitiamo il seguente comando nella stringa che si apre davanti a noi
CREATE DATABASE test;
se la query viene eseguita, avremo anche la piena certezza che MySQL funziona.
4) Adesso apriamo il Terminale e verifichiamo la corretta installazione dell’estensione cli digitando
php -v
se ci vengono restituite le seguenti stringhe, vuol dire che è tutto apposto (potrebbero esserci variazioni minime a seconda delle varie versioni)
PHP 5.2.10-2ubuntu6.3 with Suhosin-Patch 0.9.7 (cli) (built: Nov 26 2009 14:42:49) Copyright (c) 1997-2009 The PHP Group Zend Engine v2.2.0, Copyright (c) 1998-2009 Zend Technologies
Adesso, che tutto dovrebbe funzionare correttamente, qualche consiglio utile :
1) Per far ripartire Apache, cosa indispensabile dopo aver modificato delle configurazioni, bisogna usare il comando
sudo /etc/init.d/apache2 restart
Mi raccomando controllare che la cartella di sopra corrisponde alla cartella della vostra installazione. Potrebbe cambiare in caso di versioni differenti dei sistemi installati.
2) Se durante l’operazione di restart di apache, il restar avviene ma il seguente messaggio ci tiene compagnia
Could not reliably determine the server's fully qualified domain name, using 127.0.1.1 for ServerName
dobbiamo aprire il file /etc/apache2/apache2.conf e inserire in fondo al file
ServerName localhost
che informerà Apache che si tratta di un server installato in locale. Facciamo quindi ripartire Apache tramite il già citato comando per controllare che tutto funzioni.
3) Potrebbe succedere che non riusciamo a vedere i file presenti nella directory /var/www, possiamo risolvere utilizzando il seguente comando nel terminale:
sudo chmod u=rwx /var/www
Per quanto riguarda PEAR invece, possiamo dire che le cose si fanno un po’ più complicate, ma solo a livello concettuale. PEAR è un sistema di distribuzione di vari pacchetti, contenenti funzioni PHP già scritte, che possono semplificare notevolmente la vita ad un programmatore.
Ma PEAR è solo il framework, se vogliamo utilizzare questi pacchetti siamo costretti a leggere le varie descrizioni dei pacchetti, scegliere quelli più adatti alle nostre esigenze, ed installarli separatamente.
Se vogliamo farci un idea più chiara dei pacchetti PEAR più utilizzati, possiamo guardare le statistiche di download.
Per installare PEAR ed due pacchetti PEAR che ci consentono di dialogare con tutti i tipi di Database Relazionali (DB e MDB2, il secondo è l’evoluzione del primo), dobbiamo selezionare i pacchetti (e derivati):
- php-pear
- php-db
- php-mdb2
ed installarli secondo le consuete modalità. Per verificare che tutto funzioni, possiamo inserire il seguente codice in una pagina php appositamente creata. Se non restituisce errori, avremo la certezza che il pacchetto è caricato nel modo corretto.
require_once "DB.php";
se vogliamo testare un altro pacchetto, ci basterà sostituire il suo identificativo a DB.php, ad esempio MDB2.php.
E adesso un piccolo consiglio. Qualche giorno fa ho provato ad installare tutta questa roba su un server Windows, con risultati tutt’altro che incoraggianti, a causa di un bug dell’ultima versione di PHP (5.3.x) che non permette l’installazione di PEAR secondo le consuete modalità.
Se guardiamo nel sito ufficiale di PEAR, ci verrà consigliato di scaricare un file php e farlo partire. Ma purtroppo, mi ha restituito una sfilza di errori così grande che ho disinstallato tutto, installato un server Linux e provveduto all’eseguite tutte le installazioni citate prima.
Con questo, cosa voglio dire?che se un sistema nasce su Linux, è consigliato installarlo lì. Se non avete un server Linux a disposizione, vi basta installare una macchina virtuale e montarlo al suo interno.
Buon divertimento e buone feste, ci si vede a Gennaio
KillerTux è un idea di Čeněk Štrichel












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