Mulino a vento Ho riflettuto a lungo circa l’opportunità di questo post. Ancor di più, data l’indecisione riguardante la categoria contenitore. Sopratutto perchè si tratta di un post atipico, dai contorni non ben delineati, nato da un senso di disagio, da una voglia di scrivere, di comunicare. Non so neanche se verrà letto, dato che è un chiaro esempio di post che non s’ha da pubblicare.

Ma come al solito, non sono il tipo che sta a farsi ventimila analisi prima di postare. Mi interessa relativamente l’impatto positivo o negativo di ogni mio post. Attenzione, non dico che me ne frego, dico che se ho voglia di scrivere, lo faccio. Ho aperto il blog per esprimere me stesso, non per creare una folla di seguaci.

Ma partiamo dall’inizio :-) che ho già confuso fin troppo i pensieri, anche a me stesso.

Qualche sera fa ero al telefono con una persona importante (N.d.r che mi spezzerà le gambe per questa citazione) che mi ha fatto riflettere su alcune cose. Adesso non sto qui a raccontarvi tutto il discorso, per pochi ma semplici motivi:

1) non lo ricordo bene
2) è roba privata :-)

ma il succo di tutta questa storia è che mi sono reso conto, per l’ennesima volta, che stavo seguendo una via leggermente sbagliata. Ok, diciamo che leggermente è un eufemismo. Ok, diciamo anche che più che in una via ero in aperta campagna, senza una bussola e di notte. Ok diciamo anche che mi sono volontariamente perso. E si, ammettiamo pure che non mi trovavo neanche tanto male.

Ma arriva un momento in cui sei costretto a fare i conti con la realtà, sbatti contro un muro e dici: Ok, sono qui, ma che cavolo ci faccio?!?dovrei essere altrove !

Nello specifico, il problema odierno riguardava il mio rapporto con i miei studi di programmazione, che nonostante le bellissime lezioni da me realizzate e postate su questo sito, vanno avanti alla stessa velocità di una gara podistica fra lumache e bradipi.

Qui devo fare una piccola premessa, quel che sto facendo è quel che mi piace fare. A me piace il mio lavoro e il mio unico desiderio (in relazione a ciò) è imparare il più possibile, per fare ancora di più.

Ma tornando a discorso principale, la velocità di avanzamento è molto lenta. Perchè? perchè ho una voglia di aprire il libro e studiare che non vi dico. Sono sempre stato portato al cazzeggio o nel fare la qualsiasi, tranne quel che devo. Ma questo caso penso sia particolare.

Ricordo ancora l’emozione quando ho aperto la prima lezione per imparare l’HTML. E quando sono riuscito a mettere in pratica quel che avevo letto. Quando ho installato il mio primo forum phpBB e mi sono reso conto che…diamine, funzionava ! E ricordo ancora come ero saltellante di gioia quando sono arrivati i miei libri di Javascript & C & PHP/mysql. Finalmente potevo fare di più !

E ricordo (e vivo) ancora la tremenda delusione, quando ho aperto i libri e… ma chi li ha scritti? hanno fatto una jam session Dante e Freddy Kruger?è mai possibile che non si trovi nulla di umanamente accettabile e comprensibile, oltre l’introduzione?

Nelle prime pagine fai spallucce e minimizzi, dici ok, più avanti diventerà più chiaro, quando entro nel meccanismo, macchè, sempre peggio. Oh è vero, ti vengono fatti tanti esempi. Peccato che non vengano adeguatamente commentati. Come si fa a dare per scontate certe conoscenze, in situazioni simili?come si fa a spiegare solo una minima parte di ciò che viene affrontato, liquidando il resto con un di questo ne parleremo più avanti?

Ho inizialmente pensato che fosse colpa mia, quindi ho passato questi testi ad altra gente, per capire se i concetti sembrassero astrusi e volutamente presentati male solo a me. Mi sono invece reso conto di non essere l’unico stupido sulla faccia della terra. Evidentemente c’è un incapacità oggettiva di trattare in modo semplice e chiaro i linguaggi di programmazione. Ho quindi iniziato a domandarmi, come avessero fatto gli altri esseri umani normodotati ad apprendere la programmazione con tali testi.

La domanda è ancora in gran parte irrisolta, ma quel che è certo è che non ci si può basare unicamente su questo metodo, se non si vuole buttare un sacco di tempo e salute mentale. Mi sono quindi convinto che serva:

1) Un aiuto esterno da una persona con conoscenze già acquisite
2) Qualche corso che ti spieghi la pratica invece della teoria

In pratica, serve qualcuno che ti parli chiaro e tramite degli esempi concreti ti avvicini al mondo della programmazione, salvo poi abbandonarti nel momento in cui riesci a reggerti sulle tue gambe, dicendoti di comprarti un bel libro e approfondire il tutto.

Ora, la domanda sorge spontanea. E’ così difficile produrre del materiale di studio che tramite degli esempi completi, si occupi totalmente della tua formazione? ok, magari saranno migliaia di pagine. E allora?tante pagine spaventano. Ma se sono tante pagine fatte bene, semplici e chiare, è solo un piacere leggerle, perchè a differenza del materiale di studio odierno, impari. Mi domando come mai ancora nessuno sia arrivato a questa semplice ma inequivocabile verità.

Ma ogni tanto mi domando ancora se in qualche modo la mia esperienza sia stata così negativa unicamente per motivi miei, magari ho sbagliato libri, magari ho affrontato tutto con un approccio sbagliato, magari mi mancano i semplici requisiti per comprendere delle pagine scritte in italiano. Non lo so proprio.

So solo che parlar chiaro è importante e non sono ancora riuscito a trovare delle pubblicazioni in italiano, che seguano questo semplice mantra.

E voi, avete trovato qualcosa fatto bene, o siete anche voi innervositi (Ndr. termine volutamente soft) dall’andazzo generale delle pubblicazioni informatiche?

Se avete avuto un esperienza diversa sono contento per voi… fatemi sapere come avete fatto, che provo a metterci una pezza.

Se non ci siete riusciti, unitevi alla mia rosicata :-D . Sfogarsi fa bene.

Non cambia nulla, ma fa bene.

foto by Salvatore Figuccia

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