Nel momento in cui si crea un sito, bisogna inevitabilmente affrontare il più grosso problema che affligge qualsiasi persona che ha interesse ad acquisire visibilità.

Come faccio a portare utenti sul mio sito?

Nel caso di un blog, la situazione è più semplice rispetto ad altre tipologie di sito, perché i vincoli di contenuto sono auto-imposti e quindi più flessibili.

Facciamo l’esempio di questo blog. Come avrete visto tratta un ampia gamma di argomenti legati ad internet, senza soffermarsi su un unico argomento, ma seguendo quel che mi capita di toccare con mano, durante il giorno.

Questo mi porta a poter essere più libero durante la scelta degli argomenti per i miei articoli. Di recente, pur avendo raggiunto una crescita del 1600% mensile (ci vuol poco, le visite erano vicine allo zero prima) mi trovo ad affrontare un nemico subdolo.

La frequenza di rimbalzo. Che brutto nome, non trovate? si, ma cos’è?

E’ la frequenza con la quale gli utenti rimbalzano via dal vostro sito. In pratica, se un utente visita una sola pagina del vostro sito e poi va via, avrete ottenuto un bel 100% che andrà ad influire sulla vostra visita. Viceversa, se visiterà >=2 pagine, otterrete uno 0%.

La media fra tutti questi dati per tutti gli utenti che visitano il vostro sito, darà luogo alla frequenza di rimbalzo totale, indice importantissimo per capire se gli utenti hanno trovato o meno quel che cercavano, nelle vostre pagine.

Questo non è però un indice fondamente, capita infatti che gli utenti visitino un unica pagina del nostro sito, ma stiano a leggere per 10 minuti, evidentemente interessati da quel che hanno trovato. O magari l’hanno aperta e poi sono andati a pranzo, senza neanche leggerla, chissà…

In conclusione, pur essendo dei dati estremamente importanti sono da prendere con le pinze e vanno incrociati con un altra serie di strumenti di controllo, che ci permetteranno di avere un idea più precisa, di quel che vuole l’utente che visita il nostro sito.

L’unico sistema per ottenere una miglior frequenza di rimbalzo è migliorare i contenuti del proprio sito, facendo attenzione a toccare gli argomenti interessanti nel modo giusto. E possibilmente prima degli altri. In Italia siamo facilitati da questo punto di vista, basta infatti ripescare uno dei tanti argomenti già discussi nei siti stranieri e mai trattati in italiano e vedrete le visite schizzare in alto.

Di recente ho tentato anche un altro sistema, andando a spulciare le keyword che hanno portato utenti su questo sito e osservandone frequenza di rimbalzo, tempo trascorso sul sito e relazione con i contenuti esposti.

Analizzando questi dati, si raggiunge ad una rapida conclusione. Se utente X è arrivato sul mio sito alla ricerca di Y contenuto ed è subito scappato, cosa posso fare per evitare che ciò accada? l’unica soluzione è scrivere un articolo pubblicando il contenuto ricercato da tale utente. Per lui sarà ormai troppo tardi, ma milioni di altri utenti sono già pronti ad usare la casella di ricerca.

Questo metodo si rileva particolarmente redditizio quando sono arrivati sul nostro sito, nonostante esso non contenga argomenti neanche lontanamente correlati alla ricerca da lui fatta. Perchè ci fa capire quanto sia carente il web su quella materia. Possiamo quindi essere sicuri che un nostro eventuale articolo, schizzerebbe ai primi posti fra i risultati di ricerca, portando con se un elevato numero di visite.

Vi faccio l’esempio di questa parola chiave: differenza browser opera google chrome che ha portato qui su m3c il primo visitatore di questo sito, che è andato a finire in un articolo che citava a malapena i browser. Vista la necessità, pronto l’articolo, è questo è il risultato. Inutile citare il notevole incremento di visite che questo metodo ha portato.

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